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Ha attraversato un decennio e più, a partire dalla fine degli anni
cinquanta sino al 1970, l'ultimo suo anno di corse....
.......ha conquistato tre
titoli mondiali, ha fondato la propria scuderia, con le macchine della
sua squadra ha vinto GP e anche, primo e unico nella storia, il
campionato del mondo, con quelle macchine altri si sono laureati
campioni del mondo; eppure nell'immaginario collettivo gli anni sessanta
fanno tornare alla memoria prima del suo nomi come Jim Clark, John
Surtess, Graham Hill, Jochen Rindt.
Ma Jack Brabham rappresentò la
perfetta sintesi del pilota di quel periodo: sapeva comandare la corsa
in solitario come il miglior Clark, lottare nel gruppo come Rindt.
Insomma Brabham era un vero animale da corsa, duro, determinato e
veloce, uno con cui si doveva per forza avere a che fare se si voleva
vincere una corsa.
Jack Brabham aveva però un'altra caratteristica che lo distingueva da
tutti gli altri piloti, un qualcosa che forse spiega il suo incredibile
adattamento alle condizioni di gara: Brabham era l'unico pilota la cui
pressione sanguigna e battito cardiaco calava una volta alla guida di
una monoposto. Capito il trucco?
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